"Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce" ☺ B. Pascal ☺
lunedì 5 settembre 2011
U' DESTINO, Edo
Seconda donna: che vulite fà , signò, chille 'e vote è u’ destìno…
due anziane signore in autobus, Salerno 2007
www.asinosaggio.blogspot.com
giovedì 11 novembre 2010
tu hai l'incanto del chiostro gentile..., M. Proust

Tu hai l’incanto del chiostro gentile di un eremo.
Il cielo è azzurro mare fra i bianchi archi.
Là si sta bene, sotto un pilastro gracile,
a bere in fresco e tacere, assopiti nei caldi pomeriggi.
Domani, lo so bene, tornato solitario,
andrò a perdermi in torbidi palazzi.
Ma oggi quel tuo incanto mi è amico;
gli sguardi lenti della tua pupilla viola
sono per me, a questo mondo, tutto.
Bianca e sottile la tua fronte non racchiude
l’ombra infinita onde la luce appare;
eppure stranamente, cara testa, ti amo.
Quando al tuo chiaro riso non mi batta più il cuore,
forse arrossirò ancora pensando
alla dolcezza che avrei provata
se fossi rimasto nascosto nel tuo cuore
come nel chiostro chiaro dell’eremo soave
Marcel Proust ( 1871- 1922)
mercoledì 29 settembre 2010
Il necessario è facile da ottenere, Edo

Sia reso grazie alla beata natura che fece le cose necessarie facilmente procacciabili, quelle difficilmente procacciabili non necessarie ( Epicuro)
Stamani il detto epicureo mi appare rovesciato.
È cosa necessaria oppure superflua questo attimo benedetto , in cui giaccio impigrito dal sole su una spiaggia del sud? La mattina è radiosa come sanno esserlo le mattinate di inizio ottobre.
Minuscole onde si rincorrono sulla calma distesa e si frangono a riva lucente come specchio. In lontananza , il vento ricama l’acqua con filo blu , una barca scura sembra immobile mentre trascorre lenta verso il porto. Come tutto d’altronde. I monti della costa fanno corona al mare, disegnando una macchia solo più scura sul cielo azzurro. Immagino il concreto della roccia, eppure sembra sospeso sul mare . Mi aspetto che d’un tratto essi s’involino con le loro cime aguzze , i valloni, le strade, i ponti , le case bianche. Faccio parte di quanto vedo, cullato dal calmo respiro del mare, rapito dalla bellezza della natura, aggrappato all’attimo , spento ogni desiderio, felice - posso dirlo? - di ciò che così facilmente mi è dato. Eppure non necessario, più superfluo di così! È bastato riempire lo zainetto con asciugamani, occhiali da sole e quadernetto. Non smette il ciacolare sommesso delle ondine sulla riva. Anch’esse,come me, attente al loro attimo unico, irripetibile di gioia.
Salerno, ottobre '07
giovedì 12 agosto 2010
Preghiera di un bimbo trascurato, Angela
Signore, questa sera ti chiedo qualcosa di speciale :
fammi essere un televisore.
Voglio essere al suo posto.
Vivere come il televisore della mia casa.
Avere un posto speciale per me, e riunire la mia famiglia intorno a me .
Essere preso sul serio quando parlo .
Voglio essere al centro dell’attenzione ed essere ascoltato senza
interruzioni nè domande.
Voglio ricevere la stessa attenzione speciale che riceve la TV quando
non funziona.
E avere la compagnia di mio padre quando arriva a casa, anche se è stanco.
E che mia mamma mi cerchi quando è sola e triste, invece di ignorarmi.
E ancora che i miei fratelli “litighino” per stare con me.
Voglio sentire che la mia famiglia di quando in quando, lascia tutto
da parte, per passare alcuni momenti con me.
E, per finire, che io possa divertire tutti.
Signore, non ti chiedo molto.
sabato 15 maggio 2010
sabato 24 aprile 2010
25 APRILE 2010, Commemorazione della LIBERAZIONE
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Epigrafe dettata da Piero Calamandrei per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista.
domenica 21 marzo 2010
IMMATURI PERCHE', daniela
Tu padre amico fratello amante
Io sola stagliata chiara
con tutti i miei immaturi perchè
quando tutto il mondo mi chiede di più.
Io ci sto, ed in questo gioco mi scopro, mi supero
con un passo addietro, buttata nella vita,
imparo
che più si fa luce più la fine s'avvicina.
cos'è questa gioia di scoprire
te, lui, l'altro accomunati da che?
Io ci sto.
giovedì 11 marzo 2010
tempo d'amore, tempo di morte, edo
A quel tempo la gatta che frequentava il nostro giardino, dal pelo candido chiazzato di nero sul dorso e sul muso, cominciò a miagolare strano e d’improvviso apparvero , chè non s’erano mai visti prima, numerosi gattoni chi fulvo , chi nero , chi grigio, irrequieti la seguivano ovunque.
Ella sembrava non nutrire alcun interesse per loro e così se ne stava accovacciata, assorta in chissà quali fantasticherie mentre loro le gironzolavano intorno, annusando e sbuffando.
A volte accadeva che si azzuffassero irosi mentre lei scappava a nascondersi nel folto della siepe.
Qualche tempo dopo i lamenti notturni tacquero ed i gattoni sparirono nel nulla; solo la gatta rimase, più sonnacchiosa e languida che mai a riposare sul muricciolo esposto al sole accanto al cancello d’ingresso.
Presto notai che i suoi balzi alla vista del cibo o il suo arrampicarsi al di là del vetro per richiamare la nostra attenzione, si fecero lenti e goffi ed il ventre cominciò ad apparire gonfio e pesante.
La scovai una mattina mentre rovistavo alla ricerca di un attrezzo, sdraiata in un cartone nel mucchio della legna tagliata per la stufa, il pelo ancora macchiato di sangue rappreso a proteggere col suo corpo tre esserini tremanti, più sorci che gatti, con gli occhi serrati a contendersi i suoi capezzoli.
La premiammo con dosi doppie di latte e bocconcini di carne, perché badasse ai suoi piccoli invece di vagare alla ricerca del cibo..
Loro s’ammucchiavano ben stretti a scaldarsi l’uno all’altro quando lei mancava ed aprivano d’istinto la bocca scoprendo il tenero rosa della lingua quando avvertivano una presenza, qualunque, non solo la sua.
Un giorno la sorpresi mentre trascinava uno dei cuccioli , stretta la bocca al suo collo e venne a deporlo sullo stuoino, dove di solito abbandonava le prede che catturava in giardino.
Mi parve quasi che volesse affidarli a noi mentre lei mancava, ma non capivo perché.
Ne parlai con Max e lui mi disse che voleva così metterli al sicuro dai maschi che usano sopprimere i piccoli in sua assenza per liberarla dalle cure parentali e renderla disponibile ad un nuovo accoppiamento.
Mi sembrò crudele, ma così fu.
Dopo qualche giorno dei cuccioli più nessuna traccia e lei ricominciò quel suo strano miagolio e riapparvero i gattoni dalla coda robusta più di una corda d’ormeggio di un peschereccio.
Crudeltà, cattiveria, istinto perverso? Non so. Nel mondo degli umani a volte capita di peggio.
Provai a rifletterci su e lentamente tutto m'apparve né illogico, né crudele ; ma soltanto reale.
Ed il reale non rientra in un ordine prestabilito; esso è semplicemente indifferente a qualsiasi pietà, a qualsiasi affanno.
Inutile voler dare una ragione o addirittura un giudizio morale su ciò che naturalmente accade nella necessità.
Aprile2000.
lunedì 7 dicembre 2009
"ora é il momento di ricostruire...“, Laura

Ho letto ora tutte le mail, le lettere, i documenti, i riassunti delle riunioni inviati.
Forse é tardi per dire la mia, e mi scuso, qui in Camerun spesso abbiamo problemi con internet.
Ho letto le due posizioni. E, ho parlato anche direttamente con Auremir anche se questo é successo all’”inizio” del problema.
Alcune persone che sono nella lista dei soci e dei ex-soci non le conosco, nemmeno di vista. Altre si’.
Purtroppo credo di non avere il quadro completo della situazione, con tutti i dettagli perché dalle mail arrivate non é possibile averlo, ed ho come l’impressione che anche una buona parte delle persone della lista non sia ancora riuscita, nonostante i vari incontri e le varie comunicazioni, ad avere un vero quadro della situazione, un quadro completo, con tutti i dettagli.
Ho letto pero’ una cosa che accomuna tutte le posizioni: l’attacco e la difesa. Sembra una situazione di guerra, dove ogni parte in gioco lancia l’attacco e sta in posizione di vantaggio, ogni parte in gioco lancia la difesa, e sta in posizione di svantaggio... e poi ad un certo punto, il tutto si ribalta, all’opposto. E poi ci sono effimeri trattati di tregua e di pace. E poi ricomincia di nuovo, e si ribalta di nuovo. Fino a quando? Fino a che una grossa bomba non farà esplodere tutto. Allora la guerra sarà finita. E insieme alla guerra sarà finito tutto quanto.
Ho lasciato l’associazione ormai tanti anni fa. Allora ero ancora “una bambina”, aveco poche idee chiare nella mia testa, avevo poche competenze per poter comprendere tutte le dinamiche e avevo poche esperienze.
Ricordo bene pero’ le ragioni per cui avevo lasciato l’associazione, anche se forse non le ho mai spiegate a nessuno di voi, se non averne parlato, ai tempi con i miei genitori. E ricordo bene l’occasione in cui ho deciso di lasciare l’associazione. Si discuteva sulla costruzione dei primi laboratori. Da quel giorno tanto tempo é passato, tante situazioni si sono succedute e tante cose sono sicuramente cambiate. Ricordo bene pero’ che quel giorno ero rientrata a casa dalla riunione molto arrabbiata perché sentivo che dall’Italia si prendevano decisioni che non spettavano all’Italia. Perché mi sembrava che alcune opinioni fossero meno rilevanti di altre e, che le opinioni meno rilevanti, erano quelle delle persone che erano state in Brasile, che avevano vissuto la realtà di là. E, nella mia testa, quelle sarebbero dovute essere le opinioni puiù rilevanti.
Ero ancora una bambina, e non potevo capire davvero il fondo di tutto quello su cui si discuteva. E pensavo che la mia opinione, in quelle discussioni, non poteva avere valore. In fondo ero tra i soci solo perché ero stata due volte in Brasile, alla scuola.
Ora sono in Camerun da 5 anni, vivo in una missione, gestisco progetti, gestisco finanze, amministrazione, personale, didattica. E conosco bene questa realtà, che seppur diversa sotto alcuni aspetti, dal Brasile che ricordo, vi ho sempre trovato anche moltissimi aspetti in comune. Tutti quegli aspetti che accomunano questi Paesi ancora colpiti da situazioni che noi, in Italia, possiamo solo immaginare e vedere alla televisione. E’ diverso. E’ molto diverso toccarle con mano.
Ed é molto diverso gestire soldi dall’Italia per aiutare questi Paesi rispetto al gestire gli stessi soldi qui, davanti a queste persone.
Nelle mie diverse esperienze, in Brasile, in India ed ora qui in Cameroun, ho incontrato diversi tipi di “occidentali”, che lavorano in questi Paesi o che lavorano dall’Europa per questi Paesi. C’é il missionaro, l’imprenditoré, il cooperante, il turista e l’Uomo. Queste categorie non le elenco nel senso di “professione” ma nel senso più profondo di attitudine interiore.
Quello che voglio dire é che un prete missionari non é per forza un missionario di attitudine interiore, come dice il termine, e che un’imprenditore di una grande azienda petrolifera non é obbligatoriamente un imprenditore nel suo vivere. Quello che conta non é il ruolo o a funzione che si ha, ma l’attitudine interiore, il modo di relazionarsi con le persone.
Il turista non ha relazioni, osserva l’ambiente, il paesaggio, il folclore, si stupisce per le case di paglia, per le fogne per strada, fotografa tutte le danze tradizionali, soprattutto quelle in cui si mostrano quelle belle immagini stereotipate (gonnelline di piume, seno nudo, etc). E interviene con frasi del tipo “ora riparto per il mio Paese civilizzato”. Come se invece questi paesi fossero incivili. Il turista non crea relazioni.
Il missionario ha un grande cuore e fa quello che voi chiamate “assistenzialismo”, fa grandi costruzioni, dà lavoro, crea servizi. Ma sta sempre nella sua alta posizione, scende poco nel cuore della gente. Ha tutta una serie di idee precostituite su come gestire la sua vita e la vita degli altri, su cosa é giusto e su cosa é buono. Fatica a calarsi nella cultura del post per comprenderne le dinamiche, anche se vorrebbe farlo. E non riesce ad immaginarsi questi posti senza il suo intervento. Difficilmente dice no. Ma allo stesso modo difficilmente crea situazioni e contesti che in un futuro potranno “autogestirsi”. Ha potere monetario. Crea relazioni unidirezionali, di dipendenza.
L’imprenditore é il potere dei soldi. L’imprenditore non guarda in faccia a nessuno e a niente. Ha il suo obiettivo e quello deve raggiungere, con il minimo costo e il massimo dei profitti. L’imprenditore ha il comando, ha le conoscenze, ha la posizione sociale che mette in bella mostra per avere davanti a lui e sotto di lui una serie di persone in ginocchio. Attira con l’inganno di una migliore vita futura. Ma poco gli importa, la vita futura degli altri. La sua logica di ragionamento é esclusivamente quella del budget. Crea relazioni unidirezionali, di sottomissione e di potere.
Il cooperante sogna. Sogna un mondo migliore, sogna un mondo più giusto, sogna relazioni paritarie, sogna sviluppo secondo i criteri locali di sviluppo. Lavora per questi sogni e si perde nei suoi sogni senza tener conto della realtà. Rifiuta il mondo occidentale e si immerge nella realtà locale, pensando di poter essere e vivere come loro, e nello stesso tempo sapendo che non lo sarà mai. Finisce per essere disadattato in entrambi i posti, ma continua a sognare e non si arrende. Crea relazioni di diverso tipo e spesso cerca se stesso in queste relazioni.
E infine c’é l’Uomo. L’Uomo che in quanto tale crea relazioni perché é lo scopo profondo della sua esistenza. L’uomo che lotta con il suo io e che cerca di comporre i pezzi del puzzle del mondo e della vita. L’uomo con le sue certezze e le sue contraddizioni, con le sue capacità e i suoi errori.
L’Uomo che che si guarda intorno da turista per scoprire.
L’Uomo che ha un cuore grande e non sa dire di no.
L’Uomo che deve fare sempre purtroppo i conti con i soldi.
L’Uomo che sogna un mondo migliore.
L’Uomo che vive.
L’Uomo che sbaglia perché crede di fare una cosa buona.
L’Uomo che perde la rotta di quello che é giusto.
Questo é l’Uomo. E molto altro.
Io mi chiedevo, mentre leggevo tutti i documenti. In quale attitudine mentale, spirituale, comportamentae ed esistenziale vogliamo collocarci tutti? In quale vi state ritrovando ora?
Poco importa quella in cui vi ritrovate, leggendo le vostre parole, importa che la riconosciate e che sappiate a quale di tutte queste volete tendere. Cosa volete per voi stessi? Cosa vogliamo per noi stessi? E cosa volete per l’associazione? Qual é l’attitudine interiore che l’associazione vuole avere?
Scusate, queste sono le mie “categorie”, non é detto che siano queste per tutti, o che tutti le intitolino allo stesso modo. E non é detto che sia obbligatorio entrare in una di queste. Sto solo sviluppando un pensiero. E non rivolgo il pensiero ad una sola delle due parti in gioco, lo rivolgo ad entrambe le parti.
Non posso valutare la realtà dei fatti perché é da tanto che non vedo le cose come sono in Brasile, é da molto che non partecipo ad incontri, perché é normale che entrambe le posizioni “tirino acqua al proprio mulino”, perché non si puo’ capire una situazione finanziaria da degli stralci di documenti, bisognerebbe averli per intero i documenti. E perché non si puo’ ccomprendere nel profondo le scelte di una persona senza aver vissuto le stesse situazioni, nelle stesse identiche condizioni.
Ma cosi’ vi state solo facendo del male. A voi stessi e reciprocamente.
Ho apprezzato molto il signor Edoardo, lui pone domande. A voi e sicuramente anche a se stesso. Ho letto pero’ poche risposte alle sue domande (ma il fatto che ilo non le abbia lette non significa obbligatoriamente che non ci siano state). Ma mi sembra una buona posizione. Fatevi domande, insieme, e datevi delle risposte, insieme. Domande profonde e risposte profonde. Non accuse, non colpi, non difese.
Tutto questo non mette in dubbio che, nonostante non apprezzi quello che entrambe le parti stanno scrivendo e soprattutto il modo in cui lo scrivono, la mia fiducia in Auremir non cambia e mai cambierà e che credo che l’associazione italiana stia cercando di lavorare al meglio delle sue possibilità e che quello che desidera sia il bene della Favela Garibaldi.
Avete già distrutto, ora é il momento di ricostruire.
Questo vorrebbe suor Giuliana. E so che questo é quello che anche tutti voi desiderate.
Con affetto
Laura
lunedì 2 novembre 2009
PORT APPIN, edo
Di fronte al molo c’è un sea food restaurant consigliato dalla guida per i suoi piatti di pesce e per il suo servizio di classe. Ci siamo andati dopo cinque giorni di self catering con le provviste incettate alla coop di Brodick. Non avevamo prenotato, per cui ci hanno assegnato un posto nell’antisala, la cosa non ci ha impressionato più di tanto, visto che la sala era gremita di vecchiume danaroso e supponente. Dal pieghevole abbandonato con astuta nonchalance sul tavolo, apprendiamo che il locale appartiene ad un certo Mc Ross che lo ha aperto non più di un anno fa ed ha già vinto una mezza dozzina di premi da non ben precisate associazioni di vivandieri e ristoratori - ci siamo chiesti quanti pranzi offerti alle giurie gli saranno costati - e che usa esclusivamente prodotto freschi di produzione locale. Abbiamo anche appreso, ma questo sul pieghevole non era scritto, che le porzioni sono da Nouvelle Couisine ed i prezzi inversamente proporzionali alle porzioni. Carol è uscita a fumare per non vedere il conto, chè, ha chiarito, le avrebbe fatto andare di traverso le langoustine, che poi, ha aggiunto, non sono altro che i nostri scampi solo più piccoli, che da noi costano un capitale, per carità, ma come fa quello a mangiarle con forchetta e coltello, e si riferisce allo spilungone del tavolo accanto, che sta cenando con una lei che non si capisce - si accettano scommesse - se sia sua madre o la sua “signora”. Il depliant invece descrive con dovizia di particolari le attrazioni dell’hotel annesso, comprese le tariffe per camera, nessuna al di sotto dei centoventi pounds a notte. Ma quello che ci lascia affranti è scoprire che agli ospiti dell’albergo è riservato il privilegio di tenere con sé il cane, pagando, è ovvio, una tariffa extra di quindici pounds a notte: noi ne paghiamo dodici per dormire allo yh di glencoe. Così va la vita…
lunedì 19 ottobre 2009
LA GRANDE MELA 3, carmen
Oggi dopo la partenza ieri di Brenda ho visitato e vissuto una città diversa.
Il punto di vista di quelli che sono lontano dalle strade per turisti,
nella citta dei New Yorker.
Sono stata tranquilla nella sala caffè dell'hotel a riordinare il tutto
e sopratutto ad aspettare che il sole riscaldasse la mattinata.
Non è stato così, il sole è andato via: anche oggi per cui è freddo.
Mi sono coperta e ho iniziato a camminare per i block
guardando tutto con attenzione.
La città a quest'ora è popolata in ordine:
da dog-sitters in quantità, escono dagli edifici con tre quattro cani
di diversa razza e taglia al guinzaglio. Ne ho incrociati una trentina,
poi ci sono le babysitter, decine di signore con bimbi in carrozza.
Qualcuna sarà stata anche una mamma, ma erano tutte olivastre di carnagione
non così i bambini che portavano in giro. Ho dedotto saranno babysitter!
Davanti alle scuole in gruppo un bimbo in carrozzina e uno da prendere a scuola.
Ho fatto con loro una foto.
Qui i passeggini sono double seats che non vuol dire che sono per gemelli,
ma una poltroncina regular e una sotto, come i letti a castello.
Quando è freddo, come oggi, i bimbi vengono accomodati sotto e protetti
dalla poltroncina sopra.
Altra scoperta decine e decine di case in vendita.
Quelle on Sale sono tutte preparate, fiori nei vasi, decorazioni di stagione agli ingressi,
pulite e sistemate con cartello ON SALE e il nome dell'agenzia.
Questo la dice tutta sul mercato immobiliare affetto dalla crisi.
La deduzione viene confermata, pochi blocks e ho incrociato più di una ditta di trasporto per traslochi.
Ferme sul ciglio della strada "they move", le famiglie americane che lasciano le abitazioni
per trasferimento, vendita o chissa!
Sono passata davanti a diverse scuole, tutti gli scuolabus fermi ad attendere
l'uscita dei bimbi delle elementari, ogni bus per bimbi normodotati ce n'era uno per bimbi
con disabilità, tutti in fila 4 o 5 bus.
I babysitter o i genitori dei bimbi all'asilo, 3 bambi a testa accompagnavano i piccoli
al parco giochi di Central Park nonostante il tempo frizzante e le nuovole.
E il vento...! Dicono che Chicago sia the windy city, ma NYC non scherza.
Vento freddo che scende da Nord.
Do not Honk - cartelli a ogni angolo. Significa " non usare il clackson, quelli che lo
fanno vengono multati con 350 dollari.
New York sembra una città molto sicura, pulita.
Mi fermo in un negozio è diverso... da noi non ne ho visti.
E' un negozio di arts and crafts per tutti.
Fanno anche corsi e ti insegnano a modellare la creta, a dipingere, vendono modelli da
completare con colori o con pietre. Io scelgo delle pietre e mi accomodo in un banchetto
e mi danno il necessario per creare dei ciondoli senza addebito, paghi solo le pietre.
Alle mie spalle una babysitter o una mamma che intrattiene la sua piccola mentra colora dei cutout
Colore ovunque: a terra, sui muri, sui phon che servono ad asciugare la creta, l'acquarello...
Troppo simpatico questo negozio. Il proprietario sta partendo per l'Italia.
Attacco briga e gli dico che mi piacerebbe avere un negozio così in Italia.
Non si fanno grandi affari oggi a New York dice, lui stà partendo per l'Italia in Puglia
per un ciclotour.
Central Park è un immenso giardino, un parco con lago nel cuore della città.
Faccio una passeggiata, alcune recinsioni delimitano dei prati, altri invece sono aperti.
Vado avanti e mi rendo conto che anche nelle recinsioni ci sono dei varchi.
Leggo un cartello e scopro che i varchi vengono aperti a turno,
il cartello dice infatti di proteggere il parco e usare gli accessi ai prati a mezzo dei varchi,
regolano le entrate così da non camminare sempre negli stessi punti.
Central Park è anche l'unico parco che ho visto con i semafori.
Ci sono strade per macchine ad accesso limitato, piste ciclabili, promenades.
Tutto organizzato e sistemato.
Pulito e sicuro. Sicuro si ma solo di giorno.
Di notte Central Park è OFF LIMITS.
Godetevi le foto di questa giornata.
sabato 17 ottobre 2009
Corteo a Roma contro razzismo e omofobia

Saranno i sottoscrittori dell'appello tutti idioti comunisti, come ama definirli il pdc di questo nostro sventurato Paese?
Appello alla partecipazione
L'introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della detenzione amministrativa e l'ulteriore limitazione della possibilità per i migranti di accedere a servizi fondamentali accentuano in maniera drammatica la curvatura proibizionista e repressiva delle politiche migratorie del nostro Paese. Ad essere travolti sono i principi fondamentali di eguaglianza e di solidarietà che costituiscono il cuore della nostra carta costituzionale. Punendo la condizione di irregolarità in quanto tale – e senza prevedere vie praticabili di uscita da tale situazione - si crea nel sentire collettivo l'immagine del migrante come nemico nei cui confronti tutto e' lecito e possibile, anche la delega della sicurezza pubblica ai privati, organizzati in ronde e organizzazioni consimili. Così si apre la strada - come molti fatti di questi giorni dimostrano - a una società razzista, dominata dall'intolleranza e dall'odio.
Il nostro Paese ha già vissuto la vergogna delle leggi razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo. E' lo stesso sistema democratico nato dalla Resistenza contro il fascismo e scritto nella Costituzione ad essere in pericolo. A fronte di ciò e' necessaria una reazione forte e consapevole che coinvolga le coscienze individuali e collettive, i cittadini e le organizzazioni democratiche nella loro pluralità e differenza.
Occorre dare visibilità a chi crede nella giustizia, nella uguaglianza, nella pari dignità di tutti. Occorre impedire che il razzismo dilaghi alimentando, per di più, il senso di insicurezza e di paura. Occorre che i migranti, venuti in Italia per costruire il loro futuro e quello dei loro figli trovino nel nostro Paese valori di giustizia, di accoglienza e di solidarietà.
Per questo ci auguriamo che la manifestazione nazionale antirazzista, promossa per il 17 ottobre a Roma da un larghissimo schieramento di forze sociali e politiche, sia animata da una grande, plurale e unitaria partecipazione.
Fermare il razzismo, modificare la disciplina dell'immigrazione, assicurare la possibilità di soggiorno e il godimento dei diritti sociali, civili e politici alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri rappresentano una priorità per salvare la nostra democrazia.
Simonetta Agnello Hornby, Stefano Benni, Giorgio Bocca, Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Cristina Comencini, Erri De Luca, Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Luigi Ferrajoli, Dario Fo, Marco Tullio Giordana, Margherita Hack, Gad Lerner, Fiorella Mannoia, Guido Neppi Modona, Moni Ovadia, Livio Pepino, Franca Rame, Stefano Rodota', Igiaba Scego, Antonio Tabucchi.
venerdì 9 ottobre 2009
LA GRANDE MELA 2, carmen
giovedì 8 ottobre 2009
DOVE E' NATA LA COSTITUZIONE, Pietro Calamandrei
mercoledì 7 ottobre 2009
DALLA GRANDE MELA 1, carmen

lunedì 5 ottobre 2009
Biondo cuore, Daniela
martedì 29 settembre 2009
MARCIA CON NOI
Con il 10% delle spese per armamenti si potrebbe risolvere il problema della fame nel mondo.
2 Ottobre 2009, parte da Wellington in Australia,
Gli obiettivi della marcia riguardano il disarmo nucleare a livello mondiale, il ritiro delle truppe d’invasione da territori occupati, la riduzione degli armamenti convenzionali, la realizzazione di accordi e trattati di non aggressione fra paesi, la rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti.
Alla marcia aderiscono oltre a migliaia di cittadini comuni, organizzazioni, istituzioni, personalità del mondo della cultura, della scienza, della politica.
Sono obiettivi troppo ambiziosi? Forse , ma con la disobbedienza civile, pilastro della pratica non violenta di Gandhi, è possibile un impegno concreto a favore del processo di pace. Se una legge è iniqua è obbligatorio disubbidire. La legge sul reato di clandestinità non solo è iniqua ma è una barbarie giuridica e civile perché criminalizza i migranti che cercano di sfuggire alla morte per miseria.
Opporsi al reato di clandestinità è dunque un obbligo morale di chi lavora per la pace.
Per partecipare alla marcia o alle iniziative previste in italia consultare il sito : www.marciamondiale.org
sabato 5 settembre 2009
NON POSSIAMO PIU' STARCENE CON LE MANI IN MANO, di Alex Zanotelli
Settantatre eritrei sono lasciati morire di fame e di sete mentre tentano di attraversare il Mediterraneo per arrivare sulle nostre coste. Né il governo italiano né quello maltese li soccorrono! Questo è un crimine contro l’umanità che si può spiegare solo con l’abbrutimento delle nostre coscienze. E’ sangue innocente , sangue dei ‘dannati della storia’.
Abbiamo appreso questa notizia assurda , l’ultimo giorno del campo di lavoro GIM (Giovani impegno missione): " In ascolto degli immigrati" ,a Castelvolturno (Caserta),che è diventato il simbolo di come trattiamo e sfruttiamo gli immigrati. Abbiamo potuto toccare con mano come gli oltre cinquemila immigrati lungo il litorale domizio vivano in condizioni disumane sia per quanto riguarda le loro case che per il loro lavoro. Abbiamo colto la loro rabbia (è rabbia quella che si coglie negli occhi e nelle parole degli africani!) sia incontrandoli e parlando con loro per strada, sia nelle serate al Campo. Con loro abbiamo visto il documentario" Come un uomo sulla terra ", una forte denuncia di come i libici trattano gli africani :altro capitolo vergognoso di questa tragica storia d’Africa. Dopo aver visto quell’agghiacciante documentario, gli africani ci hanno raccontato quello spaventoso viaggio della morte per arrivare in Libia: i fuggiaschi dell’Africa Orientale via Khartoum ( Sudan), quelli dell’Africa Centrale via Agadez ( Niger). Molti i morti in quella traversata. E chi raggiunge la Libia, lo aspetta una vita d’inferno per pagarsi il viaggio sulle ‘zattere del mare’! E’ un esodo apocalittico questo da un’Africa che sprofonda sempre di più nella miseria ( la Banca Mondiale afferma che 280milioni di africani vivono con meno di 75 centesimi di euro al giorno! ).E il nostro governo risponde a questa tragedia, tagliando i fondi ai paesi impoveriti (nonostante tutte le promesse fatte a L’Aquila durante il G8 ) e infischiandosi dei diritti umani in Africa. L’esempio clamoroso di questo è il nostro appoggio alla terribile dittatura di Afeworki ( ecco il perché della fuga degli eritrei).Lasciarli morire a mare è il massimo dell’ingiustizia. Lo stesso vale per la politica estera italiana nei confronti della Libia di Gheddafi, la più longeva dittatura del continente. L a visita ora di Berlusconi a Tripoli a bordo delle frecce tricolori è un insulto alla violazione dei diritti umani in quel paese e al genocidio in atto nel Mediterraneo. In questo mare infatti, secondo la stima del giornalista di La Repubblica ,G. Visetti, sono già morti dal 2002 al 2008 42mila uomini e donne con una media di una trentina di annegati al giorno! E’ questo il più grande genocidio europeo dopo quello della Shoah:sono esseri inutili ed esclusi dal sistema. Sono in più, non servono al mercato (è la UE dei mercati o dei popoli)? Sono gravi le responsabilità della UE con il Frontex !
Ha ragione Marina Corradi a ricordarci su Avvenire l’indifferenza dell’Europa 65 anni fa di fronte al genocidio degli ebrei considerati untermensch, sotto-uomini. Con la stessa indifferenza oggi assistiamo noncuranti alla morte di migliaia e migliaia di immigrati, che per noi sono sotto-uomini. Il vocabolario e il razzismo leghista trionfano e diventano la nuova cultura italiana. E questo gli immigrati lo sentono. E questo si trasforma in rabbia.
A Castelvolturno, abbiamo visto negli occhi degli africani tanta ’rabbia’ contro un paese come l’Italia che ritenevano ospitale, ma che ora si mostra sempre più razzista e xenofoba. Rabbia contro il Pacchetto Sicurezza di Maroni che criminalizza il clandestino .Rabbia contro un decreto che obbliga così tanti immigrati malati a non farsi curare in ospedale. Rabbia contro la costruzione di 10 nuovi CIE ( Centri di identificazione ed espulsione), vissuti da loro come veri lager. Rabbia contro la sanatoria di colf e ‘badanti’( che brutto vocabolario!), lasciando da parte i lavoratori, in particolare i braccianti che lavorano spesso in nero,per 8-12 ore sotto il sole. ( E’ possibile che noi italiani abbiamo già dimenticato che siamo stati anche noi ‘forestieri in terra di Egitto’,dove abbiamo sperimentato anche noi l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione? )
Siamo grati che gli organi centrali della Chiesa e tanti vescovi italiani, abbiano preso posizione in difesa degli immigrati. Ma la situazione è gravissima : è in ballo la stessa democrazia e per i cristiani la nostra stessa fede. Infatti il Dio in cui crediamo è il Dio degli stranieri, dei forestieri, delle vedove e degli orfani e ascolta il loro grido. Avranno ora i nostri pastori il coraggio di chiedere la disobbedienza civile di fronte a leggi ingiuste, razziste e razziali, come il cardinale di Los Angeles R. Mahony aveva minacciato di fare nel 2006 , in situazioni analoghe ,negli USA?
Non possiamo più starcene con le mani in mano. Dobbiamo parlare, gridare, agire tutti insieme ,al di là di fedi e di ideologie.
firmato da :
Alex Zanotelli, Domenico Guarino (Missionari Comboniani-Rione Sanità –Napoli)
Missionari Comboniani Castelvolturno, Padri Sacramentini- Caserta
Missionarie Comboniane- Torre Annunziata
Suore Orsoline – Casa Rut -Caserta
Padre Fernando Zolli- Missionario Comboniano( Fi)
Napoli, 31/08/2009
mercoledì 26 agosto 2009
AI TURISTI PIU' DIRITTI CHE ALLE PERSONE, Edo
"era una notte buia e tempestosa... così inizierebbe snoopy la sua fatica letteraria. Questa no, solo buia senza luna , ma placida, serena. Il traghetto fila liscio, lontana sulla destra puoi intuire la costa pugliese, che solo da qualche ora abbiamo lasciato, per la presenza di luci sull'ombra scura della costa, troppo regolari e basse per essere stelle, eppure quanto le invidiano! La loro presenza parla di luoghi noti, confortevoli, familiari, ti rassicura. Notte serena, nell'aria immobile le luci tremulano vicine abbastanza da poter essere raggiunte anche solo da una piccola barca di pescatori. Luci lontane fisse negli occhi sbarrati sul buio di quel mucchio di stracci stretti a trattenere le voci, il respiro , le domande sussurrate dei piccoli. Laggiù quelle luci promettono vita agiata e protetta dalla miseria, per i tuoi figli mai più ignoranza, né malattia senza medicine, per i tuoi vecchi una fine dignitosa nella loro terra.
Luci ammiccanti come sirene, fra qualche ora spettrali lampioni, scudisciate di fari sull'asfalto, ipnotici lampi sul tetto di auto dalle portiere spalancate. Uomini in divisa ti interrogano, spingono, reclamano un foglio zeppo di segni e di timbri, vogliono esser sicuri che tu esisti, come se non bastasse la tua maleodorante presenza.
Sirene bugiarde, cui hai creduto imbevuto di speranze malriposte. Neppure ti sei girato a salutare la costa che lasciavi, le hai girato le spalle senza neppure uno sguardo. La costa che racchiude , come in un reliquiario, gli affetti tuoi più profondi. La terra dei tuoi antenati. Tanto l'abbaglio di quelle luci bugiarde che neppure ti sei accorto della notte che sta calando sui tuoi diritti, d' ora in poi dovrai nasconderti, non fare rumore, sparire come il sole quando cala dietro l'orizzonte. Ti dranno che sei pericoloso, per te e per i tuoi figli, che sei clandestino, cioè criminale, ti potranno imprigionare senza processo ,colpevole di clandestinità. Nessuno ti dirà che sopra ogni diritto sancito dalle leggi di un luogo esiste un diritto fondamentale della persona umana a muoversi liberamente ed a stabilirsi dove vuole sulla Terra.
Durante questo lungo viaggio siamo approdati e salpati numerose volte. Abbiamo toccato sponde, moli, abbiamo calpestato ghiaia, sabbia, rocce, ci siamo immersi , abbiamo nuotato nelle acque che bagnano queste coste, abbiamo colto frutta, abbiamo respirato l'aria di questi luoghi. Mai nessuno ci ha chiesto chi eravamo, cosa ci facevamo lì. Ma è ovvio, eravate turisti, osserva l'ipocrita osservatore per dire: avevate i soldi per permettervi tutto ciò. E dunque essere turisti , dà più diritti che essere persone. "
lunedì 20 luglio 2009
ABBIAMO PERSO TUTTI, Edo

In questi giorni s'è chiusa una fase fondamentale nella vita dell'Associazione Escola Galli onlus, con le dimissioni della sua direttrice storica Dona Auremir Madeiros. Con la lettera che segue lei rivolge un saluto di arrivederci ai suoi amici italiani ed a tutti i sostenitori dell'associazione. el.
Carissimi amici
Sto scrivendo questa lettera che si propone di essere una lettera di saluto. Ma nonostante quello che può apparire, non voglio che porti tristezza. E’ vero che ho vissuto momenti di molto lavoro, sacrificio e scontro di mentalità, ma incomparabili se paragonati ai momenti di felicità e sentimenti di relazioneche ho avuto. In quest’opera ho imparato molto, e mi ha fatto crescere come essere umano! Per questo il grande sentimento che desidero esprimere, è quello di gratitudine.
Sarò eternamente grata a Dio per aver permesso che io vivessi la meravigliosa avventura di amministrare queste scuole e convivere con la comunità Garibaldi per quindici meravigliosi anni.
Ringrazierò per sempre Suor Giuliana Galli che è stata lo strumento docile nelle mani di Dio insegnandomi e guidandomi. Lei, è stata il mio esempio di donna di fede e lottatrice per il ripristino dei diritti dei poveri abbandonati, specialmente i bambini. Sono e sarò immensamente grata per aver incontrato in Italia persone che hanno avuto fiducia in me e gratuitamente mi hanno adottata e amata profondamente. Ringrazio per ogni gesto di affetto, per ogni abbraccio che ho ricevuto e per ogni sguardo pieno di amicizia e ammirazione, per ogni lettera, e-mails, telefonate e messaggi ricevuti, infine, non vorrei lasciare fuori nessuno da questa corrente d'amore che mi ha fatto diventare una persona migliore, più cosciente e lottatrice per la costruzione di un mondo giusto e pacifico.
Oggi sto lasciando le Scuole Irmà Giuliana Galli. Sto passando il testimone ad una nuova equipe. Prego, perchè faccia molto, molto meglio di quanto sono riuscita a fare io in questi quindici anni. Oggi, silenziosamente esco dalle scuole con un sentimento di dolore e di perdita, ma sarà solo per poco tempo. Non sono sola. Giammai sarò sola. Porto con me, ben conservato nel cuore, lo sguardo spaventato di Gleidon, il bambino che non sapeva abbracciare. Gliel' ho insegnato piano piano, portandolo dolcemente vicino al mio cuore e avvolgendolo con le mie braccia. Lui, ha risposto, prima lentamente poi più forte, fino a che mi ha stretto in un abbraccio lungo, affettuoso, e forte, sciogliendosi in un mare di lacrime. Conservo nel mio cuore lo sguardo di Zeca, drogato, senza denti, ferito dalla polizia e stupefatto perchè io lo abbracciavo lo stesso. Porto nel mio cuore la Branquinha, 27 anni, mamma di sette figli e con una grave malattia alla gamba, ma che sorride di gioia quando mi incontra e non sopporta di vedermi piangere. Quando una volta era presente in un momento che stavo piangendo, si disperava e ripeteva senza fermarsi: "Tu non puoi piangere, tu non puoi piangere, tu no"! Conservo affettuosamente nel cuore il giorno della sepoltura di mia madre, giorno 7 dicembre 2007. Sono arrivata al cimitero, piangevo, quando all'improvviso mi sono sentita abbracciare da Carlos, figlio di Branquinha, che aveva fatto più di otto chilometri a piedi dalla sua casa fino lì per dirmi: "Per favore zia, non piangere. Guarda i pantaloni nuovi che dovevo mettere il giorno di Natale, ho deciso di metterli oggi solo perchè tu sia felice." Porterò con me per sempre l'immagine di Dona Cheguinha, il suo corpo corroso dal cancro e dai dolori fisici. Quando mi sono avvicinata e le ho chiesto se potevamo pregare insieme, lei mi ha risposto: "E' inutile, a Dio io non piaccio. Lei non lo sa, ma ho fatto la prostituta per molti anni." Mai dimenticherò il suo sguardo di sorpresa quando le dissi, con tutta la mia convinzione che Dio la amava lo stesso, così, e che stava aspettandola in cielo per fare una festa. Morì sorridendo. Come dimenticare Conceiçao, che aveva dodici anni e correva per la Favela con la sua figlioletta di due mesi presa da un braccio, dondolandola come se fosse una bambola di pezza? Come posso dimenticare Flavio Fermon, drogato, sporco, con la bava che gli usciva dalla bocca, che diceva:" Io non dovevo essere nato". Ho in mente Angelica, una giovane mamma che ha perso il suo bel bambino, improvvisamente. Lei tremava tutta. Respirava con grande difficoltà. Io l'ho abbracciata e le ho detto:"Piangi Angelica, per amor di Dio, piangi". E lei mi ha risposto: "Non posso. Se io piango bagno le ali del mio angioletto e lui non potrà salire al cielo".
Come posso sentirmi perdente quando sento la Damiana dire:"Non ho potuto approfittare di queste meravigliose scuole, ma qui imparo, e le voglio per mia figlia". Come posso soffrire se vedo i miei ragazzi e ragazze che lavorano costruendosi un futuro, le mamme che si ritrovano tutti i pomeriggi nelle scuole e stanno imparando una professione per guadagnare soldi e generare reddito. Vedere ragazze e ragazzi che frequentano l'università, che costruiscono il bagno nelle loro case...... Come posso lamentarmi quando vado a una messa di ringraziamento per la conclusione delle scuole superiori di un di un ex alunno, orfano, etichettato dai professori come incapace di apprendere, che mi abbraccia e dice: "Grazie zia, perchè tu hai creduto in me e perchè stai usando il profumo che era di mia mamma e che io ti ho regalato.... Non posso piangere. Sarebbe ingiusto lamentarmi.
Ma, nonostante tutto, una tristezza serena m’invade e sento il mio cuore agitarsi quando penso che sto uscendo da quest’opera perchè non sopportavo che i professori ed il personale trattassero i nostri bambini con freddezza, e disamore. Soggetti che erano lì solo per ricevere il proprio salario. Sto uscendo, perchè non sopportavo che un’insegnante per parlare ad un bambino, non si abbassasse al suo stesso livello facendo in modo che i suoi occhi fossero alla stessa altezza di quelli del bambino. Sto uscendo, perchè ho licenziato persone insensibili alle necessità di amore e accoglienza dei bambini e delle loro famiglie. Queste persone, pur avendo interessi contrari, sono state accolte da alcuni dirigenti dell'Associazione italiana e le loro denunce sono state prese per verità assolute. Io e l'equipe che lavoravamo nella verità siamo state vittime di calunnie e di aggressioni gratuite.
Ma penso che le cose dovevano andare così.
Un giorno la verità verrà a galla e io insieme a tutta l'equipe che oggi sta lasciando l'opera, eleveremo a Dio la nostra lode.
Nonostante la tristezza, abbiamo tutta la consolazione di cui abbiamo bisogno e questa consolazione viene dalle Sacre Scritture: " Beati voi quando vi calunnieranno, vi perseguiteranno, e falsamente diranno tutto il male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchè grande è, la vostra ricompensa nei cieli." (Matteo 5,11)
Grazie e che Dio benedica tutti.
Auremir

