"Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce" ☺ B. Pascal ☺

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce
☺ B. Pascal ☺

mercoledì 7 ottobre 2009

DALLA GRANDE MELA 1, carmen


NY è la mitica meta presente nei desideri di ciascuno di noi. Carmen ha realizzato questo sogno e ci ha fatto il regalo di raccontarcelo , con prosa accattivante e stupende foto....



Oggi è stata un'avventura:
dato che pioveva abbiamo pensato di passare una giornata in Mall abbiamo anche pensato di fare dello shopping
d'altronde nelle Mall si va per questo, anche se gli Americani - mi è parso - vadano soprattutto per "incufonarsi"
Allora abbiamo anche pensato scegliamo la più grande tipo 250 negozi fra questi catene del tipo JCPenny o Macy's ect un intero livello dedicato ovviamente alla pappatoria...
Peccato che la Mall in questione il Palisade Center dista dal West Side Upper Town dove stiamo circa 2 ore di autobus All'andata abbiamo preso in sequenza anzi abbiamo perso in sequenza...prima il North Rail Train che doveva passare alle 1..1:07...ed è passato alle 11:07 ma non sul binario dove lo stavamo aspettando level 1
ma sul level n4 alle nostre proteste l'impiegato ha detto che non abbiamo sentito l'annuncio che avvisava del cambio binario....
Siamo arrivati a TarryTown dove dovevamo trovare un bus e invece abbiamo preso un taxi alla fine con 65 dollari di viaggio siamo arrivati alla Mall alle 13:00.
Grandiosa...senza parole, Brenda con il suo temperamento latino ho subito capito he sarebbe stata una catena per me che sono una specie di fulmine fra i negozi...del tipo entro stordisco le commesse compro mi carico come un somaro e subito mi dirigo in altra meta.
Brenda invece riflette... e delle mille cose che vuole fare alla fine ne fa solo una o quasi...e oggi era andare al bagno a 5 minuti della partenza dell'ultimo bus per downtown alle 19.20. Allora ho subito realizzato che per colpire avremmo dovuto sdoppiarci ovvero procedere ognuna per conto proprio l'appuntamento era al 3 level alle 15:00. Abbiamo mangiato poi circa alle 16:00 dopo 4 ore di shopping e ci siamo concesse un special
Stavamo collassando dopo 3 giorni di insalate e siamo ricorsi alla steak house ovvero carne arrostita tipo fiorentina rigorosamente senza salse, all'italiana... stupendo la carne qui negli states è favolosa........... meglio che a Firenze e costa 4 soldi.
Poi abbiamo ripreso a colpire separatamente e mentre Brenda rifletteva sul gift da portare alla madre e da comprare al negozio di Liz Taylor che poi non era Liz ma Ann Taylor io mi sono andata a ricomprare l' IPOD.... il quarto...Questa volta non è più un Nano, ma un regular one IPOD TOUCH 3 generazione così visto che è circa il doppio del vecchio VOGLIO VEDERE SE LO PERDO.....
Brenda però mi ha stupito e superato ha comprato un Blackberry per 400 dollari il CURVE.
Ragazzi siamo solo al 2 giorno della mia vacanza e già ho riempito la terza valigia che avevo portato vuota per le emergenze...
Al rientro la sera sembriamo sempre delle zombie abbiamo preso il bus invece che la combinazione dell'andata
metro-treno-taxi ESPERIENZA che mi ha fatto riflettere...avete presente in quei film tipo CSI... black people... gente strana anzi stranissima e tutti che aspettavano il nostro stesso bus di notte nel parking del Palisade.
Ho iniziato subito a preoccuparmi a nascondere le mani (anelli) le braccia (orologi) a non parlare eb a voler raggiungere downtown il prima possibile.
Cmq di serio c'è che gli States sono stati colonizzati del tutto da merce asiatica TUTTO o è marcato Cina o Taiwan o Vietnam vendono capi Calvin Klain fatti in Indonesia. C'è una sensazione di grande difficoltà... la gente mangia tanto, tante schifezze ma i negozi non sono molto attivi... quando entri in uno le commesse di braccano
offerte a non finire, saldi saldi saldi per oggi è tutto
baci a presto
Carmen

lunedì 5 ottobre 2009

Biondo cuore, Daniela

Biondo cuore, di boccoli incorniciato.
Quel che il tempo scopre è l'eterno mio amore.
di limerick mi vesti, di baci io ti spoglio.
Mi ricordi il bene e nulla ci posso fare.

Se non di te, di altro di te mi nutro.

martedì 29 settembre 2009

MARCIA CON NOI

Con il 10% delle spese per armamenti si potrebbe risolvere il problema della fame nel mondo.

2 Ottobre 1869, nasce a Porbandar Mahatma Gandhi , uomo politico indiano , pioniere e teorico del satyagraha, la resistenza all'oppressione tramite la disobbedienza civile di massa, che ha portato l'India all'indipendenza.

2 Ottobre 2009, parte da Wellington in Australia, la MARCIA MONDIALE per la PACE e la NONVIOLENZA.

La Marcia, la più grande che sia mai stata realizzata per questo obiettivo, si prevede coinvolgerà 1 milione di partecipanti, percorrerà sei continenti , toccherà 98 nazioni e si concluderà dopo tre mesi, il 2 gennaio 2010 in Argentina.

Gli obiettivi della marcia riguardano il disarmo nucleare a livello mondiale, il ritiro delle truppe d’invasione da territori occupati, la riduzione degli armamenti convenzionali, la realizzazione di accordi e trattati di non aggressione fra paesi, la rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti.

Alla marcia aderiscono oltre a migliaia di cittadini comuni, organizzazioni, istituzioni, personalità del mondo della cultura, della scienza, della politica.

Sono obiettivi troppo ambiziosi? Forse , ma con la disobbedienza civile, pilastro della pratica non violenta di Gandhi, è possibile un impegno concreto a favore del processo di pace. Se una legge è iniqua è obbligatorio disubbidire. La legge sul reato di clandestinità non solo è iniqua ma è una barbarie giuridica e civile perché criminalizza i migranti che cercano di sfuggire alla morte per miseria.

Opporsi al reato di clandestinità è dunque un obbligo morale di chi lavora per la pace.

Per partecipare alla marcia o alle iniziative previste in italia consultare il sito : www.marciamondiale.org

sabato 5 settembre 2009

NON POSSIAMO PIU' STARCENE CON LE MANI IN MANO, di Alex Zanotelli

"IL SIGNORE PROTEGGE LO STRANIERO " (Salmo 146 )

Settantatre eritrei sono lasciati morire di fame e di sete mentre tentano di attraversare il Mediterraneo per arrivare sulle nostre coste. Né il governo italiano né quello maltese li soccorrono! Questo è un crimine contro l’umanità che si può spiegare solo con l’abbrutimento delle nostre coscienze. E’ sangue innocente , sangue dei ‘dannati della storia’.
Abbiamo appreso questa notizia assurda , l’ultimo giorno del campo di lavoro GIM (Giovani impegno missione): " In ascolto degli immigrati" ,a Castelvolturno (Caserta),che è diventato il simbolo di come trattiamo e sfruttiamo gli immigrati. Abbiamo potuto toccare con mano come gli oltre cinquemila immigrati lungo il litorale domizio vivano in condizioni disumane sia per quanto riguarda le loro case che per il loro lavoro. Abbiamo colto la loro rabbia (è rabbia quella che si coglie negli occhi e nelle parole degli africani!) sia incontrandoli e parlando con loro per strada, sia nelle serate al Campo. Con loro abbiamo visto il documentario" Come un uomo sulla terra ", una forte denuncia di come i libici trattano gli africani :altro capitolo vergognoso di questa tragica storia d’Africa. Dopo aver visto quell’agghiacciante documentario, gli africani ci hanno raccontato quello spaventoso viaggio della morte per arrivare in Libia: i fuggiaschi dell’Africa Orientale via Khartoum ( Sudan), quelli dell’Africa Centrale via Agadez ( Niger). Molti i morti in quella traversata. E chi raggiunge la Libia, lo aspetta una vita d’inferno per pagarsi il viaggio sulle ‘zattere del mare’! E’ un esodo apocalittico questo da un’Africa che sprofonda sempre di più nella miseria ( la Banca Mondiale afferma che 280milioni di africani vivono con meno di 75 centesimi di euro al giorno! ).E il nostro governo risponde a questa tragedia, tagliando i fondi ai paesi impoveriti (nonostante tutte le promesse fatte a L’Aquila durante il G8 ) e infischiandosi dei diritti umani in Africa. L’esempio clamoroso di questo è il nostro appoggio alla terribile dittatura di Afeworki ( ecco il perché della fuga degli eritrei).Lasciarli morire a mare è il massimo dell’ingiustizia. Lo stesso vale per la politica estera italiana nei confronti della Libia di Gheddafi, la più longeva dittatura del continente. L a visita ora di Berlusconi a Tripoli a bordo delle frecce tricolori è un insulto alla violazione dei diritti umani in quel paese e al genocidio in atto nel Mediterraneo. In questo mare infatti, secondo la stima del giornalista di La Repubblica ,G. Visetti, sono già morti dal 2002 al 2008 42mila uomini e donne con una media di una trentina di annegati al giorno! E’ questo il più grande genocidio europeo dopo quello della Shoah:sono esseri inutili ed esclusi dal sistema. Sono in più, non servono al mercato (è la UE dei mercati o dei popoli)? Sono gravi le responsabilità della UE con il Frontex !
Ha ragione Marina Corradi a ricordarci su Avvenire l’indifferenza dell’Europa 65 anni fa di fronte al genocidio degli ebrei considerati untermensch, sotto-uomini. Con la stessa indifferenza oggi assistiamo noncuranti alla morte di migliaia e migliaia di immigrati, che per noi sono sotto-uomini. Il vocabolario e il razzismo leghista trionfano e diventano la nuova cultura italiana. E questo gli immigrati lo sentono. E questo si trasforma in rabbia.
A Castelvolturno, abbiamo visto negli occhi degli africani tanta ’rabbia’ contro un paese come l’Italia che ritenevano ospitale, ma che ora si mostra sempre più razzista e xenofoba. Rabbia contro il Pacchetto Sicurezza di Maroni che criminalizza il clandestino .Rabbia contro un decreto che obbliga così tanti immigrati malati a non farsi curare in ospedale. Rabbia contro la costruzione di 10 nuovi CIE ( Centri di identificazione ed espulsione), vissuti da loro come veri lager. Rabbia contro la sanatoria di colf e ‘badanti’( che brutto vocabolario!), lasciando da parte i lavoratori, in particolare i braccianti che lavorano spesso in nero,per 8-12 ore sotto il sole. ( E’ possibile che noi italiani abbiamo già dimenticato che siamo stati anche noi ‘forestieri in terra di Egitto’,dove abbiamo sperimentato anche noi l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione? )
Siamo grati che gli organi centrali della Chiesa e tanti vescovi italiani, abbiano preso posizione in difesa degli immigrati. Ma la situazione è gravissima : è in ballo la stessa democrazia e per i cristiani la nostra stessa fede. Infatti il Dio in cui crediamo è il Dio degli stranieri, dei forestieri, delle vedove e degli orfani e ascolta il loro grido. Avranno ora i nostri pastori il coraggio di chiedere la disobbedienza civile di fronte a leggi ingiuste, razziste e razziali, come il cardinale di Los Angeles R. Mahony aveva minacciato di fare nel 2006 , in situazioni analoghe ,negli USA?
Non possiamo più starcene con le mani in mano. Dobbiamo parlare, gridare, agire tutti insieme ,al di là di fedi e di ideologie.

firmato da :
Alex Zanotelli, Domenico Guarino (Missionari Comboniani-Rione Sanità –Napoli)
Missionari Comboniani Castelvolturno, Padri Sacramentini- Caserta
Missionarie Comboniane- Torre Annunziata
Suore Orsoline – Casa Rut -Caserta
Padre Fernando Zolli- Missionario Comboniano( Fi)

Napoli, 31/08/2009

mercoledì 26 agosto 2009

AI TURISTI PIU' DIRITTI CHE ALLE PERSONE, Edo

Ormai non se ne può più, la barbarie che sta montando nel nostro Paese ha raggiunto livelli incredibili. come incredibile oggi ci appaiono gli occhi chiusi di molti al montare della vergogna nazista...ringrazio l'amico Cesare per aver voluto ospitare un'anticipazione di questo contributo sul suo blog...


"era una notte buia e tempestosa... così inizierebbe snoopy la sua fatica letteraria. Questa no, solo buia senza luna , ma placida, serena. Il traghetto fila liscio, lontana sulla destra puoi intuire la costa pugliese, che solo da qualche ora abbiamo lasciato, per la presenza di luci sull'ombra scura della costa, troppo regolari e basse per essere stelle, eppure quanto le invidiano! La loro presenza parla di luoghi noti, confortevoli, familiari, ti rassicura. Notte serena, nell'aria immobile le luci tremulano vicine abbastanza da poter essere raggiunte anche solo da una piccola barca di pescatori. Luci lontane fisse negli occhi sbarrati sul buio di quel mucchio di stracci stretti a trattenere le voci, il respiro , le domande sussurrate dei piccoli. Laggiù quelle luci promettono vita agiata e protetta dalla miseria, per i tuoi figli mai più ignoranza, né malattia senza medicine, per i tuoi vecchi una fine dignitosa nella loro terra.
Luci ammiccanti come sirene, fra qualche ora spettrali lampioni, scudisciate di fari sull'asfalto, ipnotici lampi sul tetto di auto dalle portiere spalancate. Uomini in divisa ti interrogano, spingono, reclamano un foglio zeppo di segni e di timbri, vogliono esser sicuri che tu esisti, come se non bastasse la tua maleodorante presenza.
Sirene bugiarde, cui hai creduto imbevuto di speranze malriposte. Neppure ti sei girato a salutare la costa che lasciavi, le hai girato le spalle senza neppure uno sguardo. La costa che racchiude , come in un reliquiario, gli affetti tuoi più profondi. La terra dei tuoi antenati. Tanto l'abbaglio di quelle luci bugiarde che neppure ti sei accorto della notte che sta calando sui tuoi diritti, d' ora in poi dovrai nasconderti, non fare rumore, sparire come il sole quando cala dietro l'orizzonte. Ti dranno che sei pericoloso, per te e per i tuoi figli, che sei clandestino, cioè criminale, ti potranno imprigionare senza processo ,colpevole di clandestinità. Nessuno ti dirà che sopra ogni diritto sancito dalle leggi di un luogo esiste un diritto fondamentale della persona umana a muoversi liberamente ed a stabilirsi dove vuole sulla Terra.
Durante questo lungo viaggio siamo approdati e salpati numerose volte. Abbiamo toccato sponde, moli, abbiamo calpestato ghiaia, sabbia, rocce, ci siamo immersi , abbiamo nuotato nelle acque che bagnano queste coste, abbiamo colto frutta, abbiamo respirato l'aria di questi luoghi. Mai nessuno ci ha chiesto chi eravamo, cosa ci facevamo lì. Ma è ovvio, eravate turisti, osserva l'ipocrita osservatore per dire: avevate i soldi per permettervi tutto ciò. E dunque essere turisti , dà più diritti che essere persone. "

lunedì 20 luglio 2009

ABBIAMO PERSO TUTTI, Edo


In questi giorni s'è chiusa una fase fondamentale nella vita dell'Associazione Escola Galli onlus, con le dimissioni della sua direttrice storica Dona Auremir Madeiros. Con la lettera che segue lei rivolge un saluto di arrivederci ai suoi amici italiani ed a tutti i sostenitori dell'associazione. el.
Carissimi amici

Sto scrivendo questa lettera che si propone di essere una lettera di saluto. Ma nonostante quello che può apparire, non voglio che porti tristezza. E’ vero che ho vissuto momenti di molto lavoro, sacrificio e scontro di mentalità, ma incomparabili se paragonati ai momenti di felicità e sentimenti di relazioneche ho avuto. In quest’opera ho imparato molto, e mi ha fatto crescere come essere umano! Per questo il grande sentimento che desidero esprimere, è quello di gratitudine.

Sarò eternamente grata a Dio per aver permesso che io vivessi la meravigliosa avventura di amministrare queste scuole e convivere con la comunità Garibaldi per quindici meravigliosi anni.

Ringrazierò per sempre Suor Giuliana Galli che è stata lo strumento docile nelle mani di Dio insegnandomi e guidandomi. Lei, è stata il mio esempio di donna di fede e lottatrice per il ripristino dei diritti dei poveri abbandonati, specialmente i bambini. Sono e sarò immensamente grata per aver incontrato in Italia persone che hanno avuto fiducia in me e gratuitamente mi hanno adottata e amata profondamente. Ringrazio per ogni gesto di affetto, per ogni abbraccio che ho ricevuto e per ogni sguardo pieno di amicizia e ammirazione, per ogni lettera, e-mails, telefonate e messaggi ricevuti, infine, non vorrei lasciare fuori nessuno da questa corrente d'amore che mi ha fatto diventare una persona migliore, più cosciente e lottatrice per la costruzione di un mondo giusto e pacifico.

Oggi sto lasciando le Scuole Irmà Giuliana Galli. Sto passando il testimone ad una nuova equipe. Prego, perchè faccia molto, molto meglio di quanto sono riuscita a fare io in questi quindici anni. Oggi, silenziosamente esco dalle scuole con un sentimento di dolore e di perdita, ma sarà solo per poco tempo. Non sono sola. Giammai sarò sola. Porto con me, ben conservato nel cuore, lo sguardo spaventato di Gleidon, il bambino che non sapeva abbracciare. Gliel' ho insegnato piano piano, portandolo dolcemente vicino al mio cuore e avvolgendolo con le mie braccia. Lui, ha risposto, prima lentamente poi più forte, fino a che mi ha stretto in un abbraccio lungo, affettuoso, e forte, sciogliendosi in un mare di lacrime. Conservo nel mio cuore lo sguardo di Zeca, drogato, senza denti, ferito dalla polizia e stupefatto perchè io lo abbracciavo lo stesso. Porto nel mio cuore la Branquinha, 27 anni, mamma di sette figli e con una grave malattia alla gamba, ma che sorride di gioia quando mi incontra e non sopporta di vedermi piangere. Quando una volta era presente in un momento che stavo piangendo, si disperava e ripeteva senza fermarsi: "Tu non puoi piangere, tu non puoi piangere, tu no"! Conservo affettuosamente nel cuore il giorno della sepoltura di mia madre, giorno 7 dicembre 2007. Sono arrivata al cimitero, piangevo, quando all'improvviso mi sono sentita abbracciare da Carlos, figlio di Branquinha, che aveva fatto più di otto chilometri a piedi dalla sua casa fino lì per dirmi: "Per favore zia, non piangere. Guarda i pantaloni nuovi che dovevo mettere il giorno di Natale, ho deciso di metterli oggi solo perchè tu sia felice." Porterò con me per sempre l'immagine di Dona Cheguinha, il suo corpo corroso dal cancro e dai dolori fisici. Quando mi sono avvicinata e le ho chiesto se potevamo pregare insieme, lei mi ha risposto: "E' inutile, a Dio io non piaccio. Lei non lo sa, ma ho fatto la prostituta per molti anni." Mai dimenticherò il suo sguardo di sorpresa quando le dissi, con tutta la mia convinzione che Dio la amava lo stesso, così, e che stava aspettandola in cielo per fare una festa. Morì sorridendo. Come dimenticare Conceiçao, che aveva dodici anni e correva per la Favela con la sua figlioletta di due mesi presa da un braccio, dondolandola come se fosse una bambola di pezza? Come posso dimenticare Flavio Fermon, drogato, sporco, con la bava che gli usciva dalla bocca, che diceva:" Io non dovevo essere nato". Ho in mente Angelica, una giovane mamma che ha perso il suo bel bambino, improvvisamente. Lei tremava tutta. Respirava con grande difficoltà. Io l'ho abbracciata e le ho detto:"Piangi Angelica, per amor di Dio, piangi". E lei mi ha risposto: "Non posso. Se io piango bagno le ali del mio angioletto e lui non potrà salire al cielo".

Come posso sentirmi perdente quando sento la Damiana dire:"Non ho potuto approfittare di queste meravigliose scuole, ma qui imparo, e le voglio per mia figlia". Come posso soffrire se vedo i miei ragazzi e ragazze che lavorano costruendosi un futuro, le mamme che si ritrovano tutti i pomeriggi nelle scuole e stanno imparando una professione per guadagnare soldi e generare reddito. Vedere ragazze e ragazzi che frequentano l'università, che costruiscono il bagno nelle loro case...... Come posso lamentarmi quando vado a una messa di ringraziamento per la conclusione delle scuole superiori di un di un ex alunno, orfano, etichettato dai professori come incapace di apprendere, che mi abbraccia e dice: "Grazie zia, perchè tu hai creduto in me e perchè stai usando il profumo che era di mia mamma e che io ti ho regalato.... Non posso piangere. Sarebbe ingiusto lamentarmi.

Ma, nonostante tutto, una tristezza serena m’invade e sento il mio cuore agitarsi quando penso che sto uscendo da quest’opera perchè non sopportavo che i professori ed il personale trattassero i nostri bambini con freddezza, e disamore. Soggetti che erano lì solo per ricevere il proprio salario. Sto uscendo, perchè non sopportavo che un’insegnante per parlare ad un bambino, non si abbassasse al suo stesso livello facendo in modo che i suoi occhi fossero alla stessa altezza di quelli del bambino. Sto uscendo, perchè ho licenziato persone insensibili alle necessità di amore e accoglienza dei bambini e delle loro famiglie. Queste persone, pur avendo interessi contrari, sono state accolte da alcuni dirigenti dell'Associazione italiana e le loro denunce sono state prese per verità assolute. Io e l'equipe che lavoravamo nella verità siamo state vittime di calunnie e di aggressioni gratuite.

Ma penso che le cose dovevano andare così.

Un giorno la verità verrà a galla e io insieme a tutta l'equipe che oggi sta lasciando l'opera, eleveremo a Dio la nostra lode.

Nonostante la tristezza, abbiamo tutta la consolazione di cui abbiamo bisogno e questa consolazione viene dalle Sacre Scritture: " Beati voi quando vi calunnieranno, vi perseguiteranno, e falsamente diranno tutto il male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchè grande è, la vostra ricompensa nei cieli." (Matteo 5,11)

Grazie e che Dio benedica tutti.

Auremir


lunedì 6 luglio 2009

LETTERA 143 giugno-luglio 2009 , di Ettore Masina

Cerco di dirlo pacatamente, quanto più posso, ma debbo dirlo ad alta voce perché mi accade frequentemente che amiche e amici mi domandino (ed io lo domandi a me stesso) cosa significhi essere cattolico; e ne parlo in pubblico perché oggi più che in tante altre occasioni sento il bisogno di far parte di un gruppo che non accetta di vivere passivamente la storia. E dunque grido: se pensassi ancora, come un tempo, che essere cattolico vuol dire prestare ossequio all’istituzione vaticana (lo stato-Santa Sede, la burocrazia ecclesiastica, il centro di potere che si incarica di tradurre il vangelo in diplomati-chese, sbiadendone il significato), allora preferirei considerarmi cristiano in diaspora, lontano da ogni denominazione. In queste ore, infatti, sono travolto da un sentimento che è più che indignazione o rabbia o sconforto: la parola esatta per qualificarlo è schifo...

il resto della lettera di Ettore Masina la puoi leggere sul sito :

http://www.ettoremasina.it/lettera.htm